12 marzo 2008
Antonio Corbo su LA REPUBBLICA - Il Sannio vince con l'olio prodotto accanto ai vigneti
Norimberga premia una tendenza. Il Biofach, salone mondiale dei prodotti biologici, dimostra che l´agricoltura evoluta mette bene insieme vino e olio. Riconosce le virtù dei moderni contadini del Sannio. Nei Top 10 dell´olio, l´ultimo verdetto è perentorio: vince la cantina di Nicola Venditti. Quando si dice, inventiva e qualità. L´enologo di Castelvenere, suoi vini il Barbera-Barbetta e il Bacalat, porta il trofeo nello stand della Regione Campania, allestito a Norimberga. Una festa: proprio adesso, sono giorni di cattiva stampa per i prodotti campani..... È un cultore del bio anche o soprattutto Nicola Venditti, che teorizza la convivenza: i terreni campani sono l´ideale per olio e vino, basta piantare gli ulivi nei tratti scoscesi, le viti dove è possibile il passaggio dei mezzi meccanici. Per l´olio punta su altre due cultivar sannite, tra le 65 che la Campania vanta. La racioppella e la femminella, quelle che hanno sbancato Norimberga e che Nicola non distribuisce nelle enoteche, limitando per vanità la vendita al banco degustazione della sua azienda e a qualche ristorante di prestigio. Aziende di olio e vino che valgono da sole una gita nel Sannio. Antica Masseria Venditti, Castelvenere, 0824 940306.
28 febbraio 2008
Olio extravergine biologico il migliore è made in Sannio
IL SANNIO - 28 febbraio 2008
Viene prodotto a Castelvenere il miglior olio extravergine d’oliva biologico del mondo. La certificazione è arrivata, pochi giorni fa, a Norimberga, in terra tedesca, in occasione del ‘Biofach’, il salone mondiale dei prodotti biologici. A produrlo è la ‘Masseria Venditti’, rappresentata a Norimberga da Nicola Venditti, che si è detto “soddisfatto” e “un po’ sorpreso” per l’importante riconoscimento. Anche perché l’azienda di Castelvenere si è sempre caratterizzata per i vini biologici di alta qualità, mentre “solo dal 2000 abbiamo iniziato a produrre anche olio extravergine d’oliva biologico – ci spiega Venditti –. Sono estremamente contento per questo riconoscimento, e, le dico la verità, non pensavo che il nostro olio potesse essere così apprezzato: sa, abbiamo sempre ottenuto premi per la qualità del vino...”. E, invece, a Norimberga è arrivata la piacevole sorpresa. Durante il ‘Biofach’, difatti, è stato allestito il ‘bar dell’olio’. Lì i visitatori hanno potuto degustare le qualità e le peculiarità degli oli provenienti, tra l’altro, da Spagna, Italia, Grecia, Albania, Cipro, Arabia Saudita, Palestina, Cile e Australia, e, in contemporanea, hanno espresso il loro giudizio, riportato in una speciale classifica, aggiornata in tempo reale. Alla fine, dopo una lunga competizione fatta di assaggi, è stata stilata la ‘top ten’ e il primo posto è stato conquistato dall’olio sannita, che “prodotto con varietà autoctone di racioppelle e femminelle, si presenta di colore giallo, tendente al verde, leggermente velato perché non filtrato, con profumi intensi e molto persistenti, fruttato moderato, con sentori di carciofo e pomodoro”, è stato illustrato durante la premiazione in quel di Norimberga. Con l’aggiunta di un particolare importante: “L’olio della ‘Masseria Venditti’ è proposto in bottiglie bordolesi antiche, da 50 centilitri, ed è confezionato in un astuccio che riproduce un quadro originale dell’artista Lorenza, moglie del titolare Nicola”. Il ritorno in terra sannita è stato carico di orgoglio, ovviamente. Il riconoscimento conquistato a Norimberga è stato anche un premio al lavoro condotto in questi anni: “Da undici anni ci caratterizziamo per produzioni biologiche certifiche in etichetta. Non solo per il vino, ma anche per l’olio e per la grappa”. E proprio quella dell’olio è una produzione tutta da sviluppare, rivolta com’è al mercato mondiale: “Produciamo duemila e cinquecento bottiglie d’olio all’anno. Poche... ma buone. E le vendiamo – conclude Nicola Venditti – sul mercato nazionale e internazionale”.
13 febbraio 2008
I segreti di "Bosco caldaia" nella villa di Castelvenere di Antonio Corbo
LA REPUBBLICA - 13 febbraio 2008 "Castelvenere, città del vino" si legge entrando in paese. Nel borgo c´è tutta la quieta bellezza del Sannio più verde. Erano due le cantine, ora se ne perde il conto. Nella Valle telesina hanno tradito i vigneti più generosi: il Solopaca meritava più rispetto. Nicola Venditti è profeta in patria. Da trent´anni lo ascoltano. La qualità media dei vini è la più alta dell´intera provincia, pari solo a Torrecuso. Antica Masseria Venditti offre un vigneto didattico con venti vitigni autoctoni in sette filari. Un capolavoro di sintesi. Ma Nicola Venditti, taciturno e creativo come gli ultimi artigiani, vanta il primo "taglio in vigna". L´enologia moderna mette insieme uvaggi diversi ma solo in cantina. Venditti dal 1980 fa nascere insieme le uve avvicinando le viti nel bosco che dava legna alle caldaie del paese. Piedirosso per il colore, Aglianico per la struttura e le raffinate spezie di tabazzo e pepe nero, dà un colpo d´ali il Montepulciano, che nel Sannio fu scambiato per Sangiovese, e molti continuano a chiamarlo così. È l´uva che rende rotondo, morbido, vellutato questo rosso elegate e poderoso: "Bosco Caldaia", appena uscito nella versione 2004, prezzo tra i 15 e 18 euro. Un altro scatto di sapidità rispetto all´annata precedente. Quella del 2004, nonostante la siccità, rimane formidabile. Niente legno. Vino che gira come una star. Il Venditti tour prevede degustazioni con filmati nei risto-club, l´ultima al wine-bar Veritas di Corso Vittorio Emanuele, dopo "Cantina della Sapienza", "Sessantanove", "Il faro", "Mondo Sugo". Tournée che ha fatto meglio conoscere anche "Barbera-Barbetta" dai colori e profumi di viola e il fine Bacalat, un rosso e un bianco che per originalità e prezzo sobrio conquistano al primo sorso. Antica Masseria Venditti, Castelvenere 0824 940 306.
19 settembre 2007
Bosco caldaia, gran rosso del contadino intellettuale
E' nato il 19 settembre, San Gennaro. Crede nel miracolo che si ripete ogni anno: il lavoro dell' uomo e la generosità dei vigneti del Sannio. Nicola Venditti è fatica contadina e rigore intellettuale. Enologo perfezionista, come chi è del segno della Vergine, precisa ogni dettaglio nelle etichette. Di "Bosco Caldaia", il rosso intrigante come un capriccio, solo 4800 bottiglie rigorosamente numerate, indica anche i dati catastali, la superficie (65 aree, poco spazio quindi), l' altezza (170 metri sul mare), l' anno di impianto del vigneto (1980, viti quasi giovani) e l' uvaggio: Montepulciano, aglianico, piedirosso. Lusso e grinta, quindi. Venditti certifica la coltivazione biologica. Girano le bottiglie del 2003, come nella tradizione dell' Antica Masseria niente botti, è di legno solo il bel tetto della nuova cantina, con attiguo vigneto didattico. Si deve anche a contadini dotti e zelanti come Venditti se l' enologia campana conquista credibilità sui mercati. La qualità non basta, contano gli uomini e le storie. "Bosco caldaia" fu raso al suolo nel 1902, aveva dato per anni legna ai camini del paese. Fu diviso in parti rettangolari tra chi l' aveva disboscato. Un' antenata lascia a Nicola Venditti questo spazio che la moglie Lorenza, pittrice, riporta su tela - E che lui esalta, tirando fuori un rosso sontuoso, intenso, morbido, molto speziato (pepe nero e cuoio) su profumi di sottobosco. Intorno ai 14 euro nelle migliori enoteche, finché si trova. Chi rimane senza, rimedia con il violaceo Barbera-Barbetta ai sentori di rosa, ripresentato l' altra sera da "Cicciotto" ad Aversa ad un pubblico di esperti. Per costo e personalità è tra i migliori vini offerti dal Sud. Antica Masseria Venditti, Castelvenere (Benevento) 0824-940306. (a.c.) è nato il 19 settembre, San Gennaro. Crede nel miracolo che si ripete ogni anno: il lavoro dell' uomo e la generosità dei vigneti del Sannio. Nicola Venditti è fatica contadina e rigore intellettuale. Enologo perfezionista, come chi è del segno della Vergine, precisa ogni dettaglio nelle etichette. Di "Bosco Caldaia", il rosso intrigante come un capriccio, solo 4800 bottiglie rigorosamente numerate, indica anche i dati catastali, la superficie (65 aree, poco spazio quindi), l' altezza (170 metri sul mare), l' anno di impianto del vigneto (1980, viti quasi giovani) e l' uvaggio: Montepulciano, aglianico, piedirosso. Lusso e grinta, quindi. Venditti certifica la coltivazione biologica. Girano le bottiglie del 2003, come nella tradizione dell' Antica Masseria niente botti, è di legno solo il bel tetto della nuova cantina, con attiguo vigneto didattico. Si deve anche a contadini dotti e zelanti come Venditti se l' enologia campana conquista credibilità sui mercati. La qualità non basta, contano gli uomini e le storie. "Bosco caldaia" fu raso al suolo nel 1902, aveva dato per anni legna ai camini del paese. Fu diviso in parti rettangolari tra chi l' aveva disboscato. Un' antenata lascia a Nicola Venditti questo spazio che la moglie Lorenza, pittrice, riporta su tela - E che lui esalta, tirando fuori un rosso sontuoso, intenso, morbido, molto speziato (pepe nero e cuoio) su profumi di sottobosco. Intorno ai 14 euro nelle migliori enoteche, finché si trova. Chi rimane senza, rimedia con il violaceo Barbera-Barbetta ai sentori di rosa, ripresentato l' altra sera da "Cicciotto" ad Aversa ad un pubblico di esperti. Per costo e personalità è tra i migliori vini offerti dal Sud. Antica Masseria Venditti, Castelvenere (Benevento) 0824-940306. (a.c.)
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