13 gennaio 2009
Vini che profumano ... d'uva all'Antica Masseria Venditti
Diodato Buonora scrive su UNICO di Salerno.
In Campania si devono coltivare vitigni come: Fiano, Greco, Coda di volpe, Falanghina, Aglianico e Piedirosso, per citare i più conosciuti, oppure altri che sono rari ma che fanno parte della nostra storia e della nostra cultura, come ad esempio l'Aglianicone che si sta riscoprendo nel Cilento e nella Valle del Calore. I nostri vini, anche se profumati e molto beverini, prodotti con percentuali d'uve d'origine straniera come il Cabernet, il Merlot oppure lo Chardonnay, non riscuotono più lo stesso successo degli anni addietro. Sono gusti che non ci appartengono. Questa introduzione, o meglio questa nuova tendenza, non ha assolutamente trovato spiazzato il protagonista del nostro "itinerario" che è Nicola Venditti (a sinistra sulla foto insieme a chi scrive), dell'Antica Masseria Venditti di Castelvenere (BN), risalente al 1595. Questa azienda, contro tutte le mode, ha da sempre prodotto vini che esaltano l'uva ed il territorio. Ha iniziato a fare un discorso biologico quando molti non avevano mai sentito questa parola, ora tutti i suoi prodotti sono certificati Icea. Nella sua cantina non è mai entrata una botte. Lo sforzo di Nicola (che è anche enologo) è quello di mantenere quanto più inalterata possibile l'espressione del frutto. Il vino deve essere buono per la qualità dell'uva, non per quella del legno. In una terra come il Sannio, dove esistono grandissime cantine (volumicamente parlando) che hanno improntato tutta la loro politica sulla quantità, Venditti, insieme ad altri piccoli produttori, ha dovuto impostare un'agricoltura seria e pulita. Alla fine, cioè adesso, i fatti gli hanno dato ragione. Oggi, l'Antica Masseria Venditti è una splendida realtà: 11 ettari di vigneti di proprietà che danno circa 80.000 bottiglie. È stata costruita una nuova cantina innovativa e creativa, che vuol essere uno strumento di comunicazione, in linea con le nuove esigenze dell'enoturismo. La cantina quindi non è più un luogo buio ed impenetrabile, ma diventa rivoluzionaria e vogliosa di esibirsi. A fianco della struttura, denominata "isola di cultura del vino", c'è un vigneto didattico: sono state reimpiantate 20 varietà di vitigni autoctoni. Bella la sala degustazione, dove è gelosamente custodito un torchio maestoso della fine del ‘500, denominato "torchio di Plinio". In essa fanno da cornice le originali opere artistiche di Lorenza, moglie di Nicola, magnificamente utilizzate per la grafica aziendale...
Personalmente sono stato alla Masseria pochi giorni prima di Natale e posso garantire sulla qualità di questi prodotti, inoltre ho potuto constatare la bravura della signora Lorenza, non solo come artista, ma anche ai fornelli. Se passate da Castelvenere ed amate il vino, credo sia obbligatoria una tappa alla "Masseria".
13 gennaio 2009
Ciro Laringe racconta la bella serata di bevute tra amici su Vinix.it
Ci sono serate nella vita che si ricordano a lungo.
Quella di lunedi 12 gennaio 09 e’una di quelle; capita che la giornata ed il periodo ti permettano di stare al tavolo con l’immancabile amico di serata e di bevuta. E’ lunedi fuori l’immancabile pioggia dentro il calore di una grotta in tufo che ci accoglie nel suo ventre. Il caso ha voluto che riuniti al mio tavolo ci fossero Maurizio, grande cultore di birre, Nicola, noto vignaiolo ed Eugenio, profondo conoscitore dei segreti piu’ reconditi del mare delle nostre parti e dei suoi abitanti. Tra un discorso ed una presentazione, Eugenio e’ appena arrivato, non ci accorgiamo che Enzo lo chef di casa ha seguito l’azione per usare il gergo calcistico e ci ha portato in tavola una genovese di polpessa che ...
E' una fragrante falanghina vandari doc del sannio. La trovo fruttata (mela verde) secca e di buona acidità, una sorpresa per noi sponsor venditori della beneamata campi flegrei...
Chiediamo ad Enzo un piatto che possa accompagnare il rosso della serata, ebbene è l'apoteosi.
Ci arriva un filettino di nero casertano bardato al lardo del Taburno in crosta di pistacchi su letto di finocchi e porri stufati a cui abbiniamo la sorpresa della serata il barbera barbetta o mio sconosciuto… una grande rivelazione:...
... un vino a cui dedico i sorsi di fine serata e che addirittura mi fa rinunciare al dolce che è un gradito cilindro di pasta fillo alla mousse di nocciola...
... una serata di quelle che si ricorderanno a lungo.
5 ottobre 2008
Sannio Rosso 2007 doc Venditti
Materialità del vino e spirituralità del cibo di Luciano Pignataro
... a memoria, posso citare solo sette produttori le cui bottiglie hanno conservato il loro stile di partenza senza ondeggiare negli ultimi anni: Montevetrano, D'Ambra, Fontana Galardi, Terre del Principe, Castelmagno, Contrade di Taurasi e Venditti...
Il più esemplare e simbolico di tutti però è Nicola Venditti che secondo me è la vera star di questi ultimi anni: i suoi rossi semplici, bevibili e profumati, emergono sempre con maggiore convinzione nelle degustazioni, a tavola si bevono che è un piacere,
sono abbinabili sia alla cucina tradizionale, pensiamo ad un abbuoto o mugliatiello che dirs si voglia, sia a quella dell'alta ristorazione quale ad esempio gli spaghetti alla Nerano di Tonino dei Quattro Passi. Allora, dopo la bellissima serata di ieri nella splendida cornice di Cerreto, un paese mozzafiato con una delle piazze più belle d'Italia, questa prima domenica di ottobre la trascorriamo sulle suggestioni del dibattito tra Rivella e Ziliani bevendo questo rosso base semplice e convinto.
9 settembre 2008
VIGNEVINI - Un mercato sospeso nel limbo di Roberto Pinton
Roberto Pinton scrive su VigneVini n. 9 / settembre 2008 un articolo sul vino biologico "Un mercato sospeso nel limbo" dove parla anche dell'azienda Antica Masseria Venditti.
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